Qual è il posto più sicuro per nascondere un cadavere? La seconda pagina di Google

SEO

Facciamo subito una precisazione: si tratta di un titolo volutamente scherzoso e provocatorio per evidenziare una verità fondamentale nel mondo della SEO: essere sulla seconda pagina di Google è come essere invisibili, nessuno verrà mai a cercarvi. Quindi cari aspiranti o neo killer ci dispiace se siamo finiti nei risultati delle vostre ricerche per cercare un luogo sicuro per occultare la vostra malefatta, non vi saremo d’aiuto in questo senso. Bene, dopo aver fatto questo doveroso preambolo sciacqua – coscienza torniamo al vero oggetto dell’articolo, cioè al fatto che la maggior parte degli utenti di internet non va oltre la prima pagina dei risultati di ricerca come dimostrato da molti studi.

Nei prossimi paragrafi proveremo ad esplorare l‘importanza vitale di posizionarsi sulla prima pagina di Google. Per prima cosa  possiamo chiederci perché gli utenti raramente vanno oltre la prima pagina nei risultati di ricerca. Non si sa perché, probabilmente lo fai anche tu che stai leggendo, pensaci. Perché sei pigro? Perché inconsciamente pensi che se un’azienda è prima è affidabile e quindi meritevole di fiducia?

Non sempre è così, ma probabilmente questa sorta di euristica, questa specie di BIAS affligge tutti o quasi. Perché non è mica vero che un’azienda che si trova in terza pagina sulle ricerche di Google ad esempio per la chiave di ricerca “bed and breakfast in centro a Firenze” sia una struttura peggiore di una che si trova in prima pagina sui motori di ricerca. Semplicemente quest’ultima ha un sito fatto meglio a livello SEO e per questo gode di un grosso vantaggio competitivo per i motivi di cui sopra (pigrizia, bias cognitivi). Ad ogni modo non possiamo stare qua a fare un processo alle intenzioni degli utenti, non è questo il luogo e l’intenzione. I dati ci dicono che i risultati nella seconda pagina di Google non se li fila praticamente nessuno e se gli utenti – clienti pensano che i migliori stanno in prima pagina, noi dobbiamo finire in prima pagina (o almeno provarci).

L’importanza della prima pagina di Google

La prima pagina di Google è il vero campo di battaglia per le aziende che cercano di attirare traffico organico. Secondo vari studi, più del 90% dei clic proviene dalla prima pagina dei risultati di ricerca. In particolare, i primi tre risultati ottengono circa il 60% di tutti i clic. Questo significa che se il tuo sito non è ottimizzato per comparire tra i primi risultati, stai potenzialmente perdendo una vasta quantità di traffico.

Il posizionamento in prima pagina non solo aumenta la visibilità ma anche la credibilità. Gli utenti tendono a percepire i siti elencati nella prima pagina come più autorevoli e affidabili. Inoltre, essere in prima pagina per parole chiave rilevanti può significare la differenza tra un’azienda che prospera e una che lotta per sopravvivere, specialmente in settori competitivi.

Diverse ricerche hanno evidenziato come il traffico diminuisca drasticamente man mano che ci si sposta verso il basso nella lista dei risultati di ricerca e ancor più drastico è il calo passando alla seconda pagina. Per esempio, uno studio ha rivelato che il sito al primo posto può aspettarsi un tasso di clic (CTR) dal 30% al 40%, mentre il decimo posto, tipicamente l’ultimo della prima pagina, riceve solo il 2-3%. Spostarsi alla seconda pagina significa spesso un CTR inferiore all’1%. Per essere più esaustivi specifichiamo che per CTR si intende Click-Through Rate, una metrica essenziale nel mondo del digital marketing che misura la percentuale di clic ricevuti su un link o un annuncio rispetto al numero totale di visualizzazioni (impressioni).

Questo indicatore è fondamentale perché offre una misura diretta dell’efficacia di un risultato di ricerca nel generare interesse. Un CTR elevato suggerisce che un annuncio o un contenuto è rilevante e attraente per il pubblico, mentre un CTR basso può indicare che le strategie adottate potrebbero non essere ottimali o che il messaggio non sta risuonando con il target di riferimento. Ottimizzare il CTR può portare a miglioramenti significativi nella conversione e nell’efficacia generale delle attività di marketing online, rendendolo un focus cruciale per gli esperti di SEO e i professionisti del marketing digitale

Come scoprire la posizione del tuo sito

Per comprendere in quale pagina dei risultati di ricerca si trova il tuo sito per determinate parole chiave dobbiamo utilizzare strumenti appositi. Il più importante è Google Search Console che non solo ti permette di visualizzare le posizioni delle tue pagine nei risultati di ricerca, ma fornisce anche insights su come migliorare e quali problemi risolvere per ottimizzare ulteriormente la visibilità del tuo sito. Questo prezioso strumento consente di esaminare le query specifiche che portano gli utenti al tuo sito, la frequenza con cui le tue pagine appaiono nei risultati di ricerca (impressioni), e quante volte gli utenti cliccano sul tuo link (CTR).

Altri strumenti come SEMrush, SeoZoom, Ahrefs, e Moz offrono analisi più dettagliate e funzionalità di tracciamento delle posizioni che ti permettono non solo di monitorare le classificazioni attuali, ma anche di esaminare la storia delle posizioni per identificare tendenze o modelli. Questi strumenti consentono inoltre di confrontare direttamente le tue prestazioni con quelle dei tuoi concorrenti, offrendo la possibilità di analizzare le loro strategie SEO, i backlinks, e molto altro. Utilizzarli può fornirti un vantaggio competitivo significativo, permettendoti di adeguare la tua strategia SEO in modo proattivo in base ai cambiamenti del mercato e alle tattiche dei concorrenti.

Casi pratici

Prendiamo come esempio un e-commerce specializzato nella vendita di prodotti di bellezza. Dopo un’attenta analisi delle parole chiave, è emerso che “crema viso antirughe biologica” era una query molto popolare tra gli utenti. Per capitalizzare su questo interesse, il sito ha implementato una serie di strategie SEO avanzate. Prima di tutto, è stata effettuata un’ottimizzazione approfondita dei contenuti esistenti, assicurandosi che fossero ricchi di parole chiave rilevanti e utili per gli utenti, mantenendo al contempo un alto standard qualitativo e informativo.

In aggiunta, l’e-commerce ha lavorato sull’acquisizione di backlinks di qualità da siti autorevoli nel settore della bellezza e del benessere, incrementando così la propria autorità di dominio. Un altro aspetto cruciale è stata l’ottimizzazione della velocità del sito, riducendo i tempi di caricamento delle pagine per migliorare l’esperienza utente e diminuire il tasso di abbandono del sito. Grazie a queste iniziative, il sito è riuscito a spostarsi dalla seconda pagina dei risultati di ricerca Google alla terza posizione nella prima pagina per la chiave “crema viso antirughe biologica”.

Questo notevole miglioramento nella visibilità ha avuto un impatto diretto e significativo sull’e-commerce, risultando in un aumento del traffico organico del 200% e, di conseguenza, in un incremento delle vendite. Questo esempio dimostra chiaramente come un’efficace strategia SEO, focalizzata su aspetti tecnici e sul contenuto, possa trasformare le prestazioni commerciali di un’azienda online.

Conclusioni

Essere sulla prima pagina di Google può trasformare completamente la performance di un’azienda. Data la disparità significativa nel traffico tra la prima e la seconda pagina, ogni posizione guadagnata è un passo verso una maggiore visibilità, credibilità e, in ultima analisi, profittabilità. Investire in SEO non è solo una necessità ma una strategia essenziale per chiunque voglia competere efficacemente nel mercato digitale di oggi. Restare in seconda pagina (o peggio ancora terza, quarta, quinta etc) invece è il miglior modo per non essere mai trovati, fattore che sarebbe molto utile agli aspiranti serial killer che invece prima o poi si faranno beccare dato che su Google non è (ancora) possibile nascondere nulla.

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